Il Consiglio Valle ha approvato un
disegno di legge che prevede aiuti regionali a compensazione dei
danni provocati dalla fauna selvatica al patrimonio zootecnico e
ittico e alle produzioni vegetali. Il provvedimento ha avuto 19
voti a favore e 16 astensioni.
Ad illustrare la proposta di legge è stato Paolo Cretier
(Fp-Pd): "Gli indennizzi e le misure di prevenzione sono
indirizzati alle piccole e medie imprese operanti sul territorio
regionale. Tengo poi a richiamare l'apertura a interventi in
forme collettive, come cooperative, consorzi di miglioramento
fondiario o consorterie, la cui gestione collettiva ha un futuro
almeno sotto l'aspetto di semplificazione del territorio su più
vaste porzioni. Nel testo si inserisce anche la clausola
valutativa, per cui la Giunta dovrà presentare annualmente una
relazione al Comitato paritetico di controllo e valutazione
delle politiche regionali oltre che alla Commissione consiliare
competente. Il tema dell'agricoltura ha sempre dei risvolti
positivi e molto pratici, che vanno al di là delle posizioni
ideologiche di appartenenza: pensando al buon senso, mi auguro
che non si arrivi allo scontro tra agricoltura e ambiente, tra
ipotesi di sostegno ingiustificato e difesa irremovibile di
protezionismo, che esaspera animi e conflitti".
Per Erik Lavy (Lega Vda) "la legge mette ordine alla materia ma
dà solo risposte parziali agli allevatori, rinviando i criteri
applicativi e la definizione di indennizzi e aiuti alla Giunta".
"L'allevamento e l'agricoltura sono in crisi - ha aggiunto - e
lo dimostra il calo delle aziende. A complicare una situazione
già difficile, negli ultimi anni, è arrivato anche il lupo".
Chiara Minelli (Pcp) ha parlato di "un disegno di legge che, in
senso generale, è condivisibile perché mira a sostenere le
attività agropastorali cercando un equilibrio con la tutela
dell'ambiente. Le attività agropastorali sono importanti per
l'economia regionale, il lavoro di agricoltori e allevatori è
indispensabile per la manutenzione del territorio, strettamente
legata alla fruizione turistica". Dino Planaz (Rassemblement
valdotain) ha accolto "favorevolmente la volontà di semplificare
e accorpare delle norme molto complesse con l'obiettivo di
mettere in campo delle misure per prevenire e compensare i danni
causati dalla fauna selvatica, tuttavia siamo dubbiosi sui
criteri applicativi che sono demandati all'approvazione da parte
della Giunta e in questo provvedimento intravediamo delle
criticità, in particolare sul significato di piccola azienda".
Per Corrado Jordan (Union valdotaine) "il disegno di legge
affronta in modo positivo la questione dell'indennizzo per i
danni causati dalla fauna selvatica, migliorandone e ampliandone
l'applicazione. È evidente che, sul tema dei grandi predatori
occorre proseguire il percorso, seguendo attentamente le
modifiche normative relative al declassamento dello status di
protezione del lupo. Questo potrebbe aprire scenari utili per
una migliore gestione della problematica, indirizzando le azioni
verso un equilibrio più efficace tra i predatori, l'attività
agricola e la popolazione faunistica. Un equilibrio che deve
garantire una giusta coesistenza tra i diversi ecosistemi,
riconoscendo il ruolo fondamentale dell'attività agricola".
Christian Ganis (Forza Italia) ha sottolineato "l'importanza di
sostenere micro, piccole e medie imprese agricole sui danni
causati da fauna selvatica" ma "questa legge, pur facendo un
passo avanti, necessita di chiarimenti per evitare
interpretazioni ambigue sulle modalità di calcolo degli aiuti e
anche il periodo di quattro anni previsto per ottenerli è
decisamente alto. Serve più rapidità per andare incontro alle
esigenze degli operatori di un settore difficile e
particolarmente colpito dalla crisi".
Infine l'assessore regionale all'agricoltura, Marco Carrel:
"Abbiamo proposto questo testo di legge con una chiara
indicazione politica di voler sostenere in primis gli attori che
sono colpiti dai danni da fauna protetta, tenendo conto dei
vincoli tecnici e dei regolamenti europei. È stato un lavoro
certosino, lungo e delicato e abbiamo deciso di demandare tutto
quello che non poteva essere definito in legge a delibere
attuative di Giunta. Vedere riconosciuto questo lavoro è per noi
positivo e ci impegna ad agire al meglio con le successive
delibere. Dal punto di vista politico ci portiamo a casa la
possibilità di uscire dal de minimis e andare in esenzione: un
passaggio che ci è stato richiesto dalle associazioni di
categoria quasi un anno fa".
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