Il governo di Nicolás Maduro,
attraverso il suo ministero degli Idrocarburi, ha respinto la
decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha
deciso di porre fine a partire dal primo marzo a una politica di
licenze che permettono alle aziende transnazionali di operare in
società con Petróleos de Venezuela, la Pdvsa.
"Oggi, 26 febbraio, il governo degli Stati Uniti ha preso una
decisione lesiva e inspiegabile; annunciando sanzioni contro
l'azienda statunitense Chevron, pretendendo danneggiare il
popolo venezuelano, in realtà si sta infliggendo un danno agli
Stati Uniti, alla loro popolazione e alle loro aziende", ha
dichiarato la vicepresidente di Maduro e ministra degli
Idrocarburi, Delcy Rodríguez, sul suo account Telegram,
aggiungendo che la decisione mette "in discussione la sicurezza
giuridica degli Stati Uniti nel loro regime di investimenti
internazionali".
Bocciando la decisione di Trump, Rodríguez ha detto che
queste sanzioni sono richieste dall'opposizione politica
venezuelana, da lei definita "estremista e fallita" ed
aggiungendo che le sanzioni sono state responsabili dell'ondata
migratoria tra 2017 e 2021. L'amministrazione di Joe Biden aveva
concesso le licenze nel 2022 in cambio di una promessa non
mantenuta di elezioni presidenziali libere, lo scorso 28 luglio.
"Il Venezuela continuerà il suo cammino di recupero economico
integrale garantendolo con lo sforzo creativo di tutti e in
assoluto rispetto della sua sovranità e indipendenza nazionale",
ha concluso Rodríguez.
Secondo Bloomberg, Chevron, in joint venture con Pdvsa, ha
estratto una media di 200.000 barili al giorno nel 2024, circa
il 20% della produzione totale, ma ora avrà sei mesi di tempo
per lasciare il Venezuela.
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