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Risolto caso di 'lupara bianca' del 2001, cinque arresti

Risolto caso di 'lupara bianca' del 2001, cinque arresti

Operazione Dia Catanzaro, presi presunti mandanti ed esecutori

CATANZARO, 03 aprile 2025, 11:19

Redazione ANSA

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Un caso di "lupara bianca" di 21 anni fa è stato risolto dal Centro operativo Dia di Catanzaro che stamani, in esecuzione di un'ordinanza del gip su richiesta della Dda catanzarese, ha arrestato cinque persone ritenute responsabili di essere mandanti ed esecutori dell'omicidio del 21enne Massimo Speranza, alias "il brasiliano", scomparso l'11 settembre del 2001 e il cui corpo non è stato mai ritrovato.
    Le misure cautelare sono giunte a conclusione degli approfondimenti investigativi delegati alla Dia di Catanzaro, imperniati su analisi e riscontri di dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia che hanno consentito di ricostruire le diverse fasi dell'omicidio.
    In particolare, secondo l'accusa, l'omicidio è maturato nel contesto mafioso riconducibile alla cosiddetta cosca degli Zingari di Cosenza con l'avallo dell'articolazione 'ndranghetistica degli zingari di Cassano allo Ionio, in quanto la vittima, pur abitando in via Popilia a Cosenza, zona caratterizzata da una forte presenza rom, era ritenuto molto vicino al clan contrapposto degli "italiani" e sospettato di aver divulgato informazioni riservate riguardanti il gruppo rom.
    Si tratta, spiega la Dda in una nota, "di una vicenda maturata nel periodo in cui, nella città dei bruzi, vi era una forte contrapposizione tra il clan dei rom e quello degli italiani, della quale costituiva episodio emblematico la cosiddetta strage di via Popilia, avvenuta l'11 novembre 2000" quando furono uccisi Aldo Benito Chiodo e Francesco Tucci e fu ferito Mario Trinni.
    In tale fase di forte fibrillazione, è la ricostruzione di pm e investigatori, il giovane Speranza, sospettato di delazioni, sarebbe stato attirato in una trappola, ordinata ai suoi danni dai presunti responsabili dell'omicidio che lo avrebbero condotto da Cosenza nella zona di Cassano allo Ionio, col pretesto di fargli "testare" una partita di stupefacente di particolare qualità. Partiti da Cosenza, dopo una breve sosta a Lauropoli, Speranza sarebbe stato condotto ad ad Apollinara e, da qui, a San Demetrio Corone, dove i sicari gli avrebbero sparato alcuni colpi di arma da fuoco e poi avrebbero occultato il cadavere.
   

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