L'artista Victor Fotso Nyie, che
indaga il tema dell'identità attraverso la rilettura delle
tradizioni e simbologie africane, è l'autore del secondo
progetto di Spazio Neutro al Mar di Ravenna, 'Io sono l'altro',
ospitato dal 28 febbraio al 2 giugno in una nuova sala del Museo
d'Arte della città, la Arts & New Media Room, luogo di
condivisione e partecipazione ma soprattutto spazio che propone
al pubblico un punto di vista alternativo nella visione e
comprensione delle opere d'arte.
L'artista camerunense, 35 anni, utilizza l'argilla e la
ritrattistica come processo conoscitivo delle proprie origini e
come mezzo per una riappropriazione culturale che intreccia
memorie collettive, storie e forme antiche ad un linguaggio
personale e contemporaneo. La scultura esposta, 'Re-connexion',
ritrae lo stesso artista, dal cui capo prendono vita figure
antropomorfe: idoli e manufatti africani che risplendono al loro
interno di una patina dorata che trascende la materialità
terrena della terracotta, per evocare una dimensione divina ed
eterea. Il visitatore è invitato ad entrare in un ambiente in
cui sono presenti terra e argilla e a sedersi su un basamento in
mattoni posto di fronte alla scultura; chiunque ha la
possibilità di toccare l'argilla, materiale tra più antichi
utilizzato dall'uomo, simbolo di energia primordiale e qui
presente per instaurare un contatto diretto con la poetica
dell'artista.
L'argilla, manipolata e intrisa dell'energia dei visitatori,
verrà riutilizzata dall'artista, a conclusione della mostra, per
comporre una nuova scultura, "come gesto di restituzione emotiva
dell'esperienza tattile olfattiva e visiva del pubblico". 'Io
sono l'altro' diviene così un invito al pubblico a riflettere
sulla relazione tra individui, di uguali o diverse culture, "e
su come il nostro sguardo e la nostra esperienza, che qui
coinvolge tutti i sensi, accompagna e completa la conoscenza e
la comprensione dell'altro, proprio perché tutti noi siamo
l'altro".
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