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Better Man, Robbie Williams una scimmia nel suo biopic

Better Man, Robbie Williams una scimmia nel suo biopic

La popstar si racconta nell'originale film di Michael Gracey

NEW YORK, 30 ottobre 2024, 11:57

Redazione ANSA

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Una delle più grandi popstar al mondo si racconta attraverso l'immagine di uno scimpanzé generata a computer. È Robbie Williams, dopo Elton John ed Amy Winehouse, l'ultima celebrity in ordine di tempo a ricevere un trattamento da biopic con 'Better Man', scritto, prodotto e diretto da Michael Gracey (The Greatest Showman, 2017). Il film uscirà negli Stati Uniti il giorno di Natale distribuito da Paramount Pictures. È una pellicola del tutto originale, dai tratti anche bizzarri, in cui Williams è appunto rappresentato come uno scimpanzé CGI (computer-generated imagery) al quale dà la voce.
    Il corpo è quello dell'attore inglese Jonno Davies che indossa un costume motion capture per registrare i movimenti. Gli occhi dello scimpanzé sono quelli della popstar grazie a delle scannerizzazioni in alta risoluzione. Il film copre tre decenni di carriera di Williams, dagli inizi con i Take That, attraverso alti e bassi del suo percorso.
    "Sono Robbie Williams, una delle più grandi popstar al mondo ma mi sono sempre visto un pò meno... evoluto", dice l'ex membro della boy band Take That nel trailer del film. La scelta di usare una scimmia, mentre tutti gli altri personaggi del film sono esseri umani, mise subito d'accordo sia il regista che Williams. Lo stesso artista, non a caso, ha dichiarato di essersi sempre sentito come uno scimpanzé che si esibisce, sin da quando da ragazzino cercava di dimostrare al padre che aveva il cosiddetto 'It factor', ossia il carisma per diventare una star.
    "È la descrizione più autentica in un film di ciò che vuol dire essere una star - ha spiegato Gracey a proposito della scelta dello scimpanzé -. Entrano in una stanza (le star, ndr), non aprono bocca e tutti stanno a guardare". Per quanto affascinante fosse l'idea di Williams come uno scimpanzé che racconta se stesso, a detta di Gracey è stata anche l'elemento che ha reso difficile inizialmente raccogliere finanziamenti per il film. Secondo indiscrezioni dei media americani, sembra che i costi di produzione abbiano sfiorato i 100 milioni di dollari.
   
   

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