Tardano le notifiche della
sentenza alla Repubblica federale tedesca e resta in sospeso la
prima tranche dei risarcimenti per i parenti delle vittime
dell'eccidio di Pietransieri, la frazione di Roccaraso
(L'Aquila) dove il 21 novembre 1943, nel bosco dei Limmari, 128
civili inermi furono trucidati dai soldati nazisti per il
sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani.
Morirono 60 donne, 34
bambini con meno di 10 anni e molti anziani.
"La sentenza che ha quantificato i risarcimenti è ormai
divenuta esecutiva, ma va notificata ancora alla Germania -
spiega l'avvocato Lucio Oliveri, uno dei legali che ha curato
l'iter giudiziario - e dal ministero devono poi mandarci la
comunicazione di avvenuta ricezione dell'atto. Non sappiamo
ancora la data di riferimento per compilare i moduli e accedere
ai fondi Pnrr messi a disposizione dal governo Italiano.
Tuttavia siamo in dirittura d'arrivo".
Agli eredi delle 128 vittime andranno 15 milioni di euro. Al
momento i risarcimenti sono stati riconosciuti solo per il
Comune di Roccaraso e una parte delle famiglie delle vittime. I
giudici della Corte d'Appello dell'Aquila avevano quantificato i
risarcimenti dopo il via libera della Corte di Cassazione che, a
fine novembre 2024, aveva deciso che "le richieste di
risarcimento possono essere evase anche in maniera individuale e
non per forza collegiale".
Intanto 91 cittadini hanno dato vita al nuovo fronte
giudiziario, ritenendo che ci sarebbero "morti di serie B",
esclusi dagli elenchi ufficiali. A curare i nuovi ricorsi sono
gli avvocati Aldo Di Ianni e Cristian Ricci.
Nel 2017 il Tribunale di Sulmona aveva condannato la Germania
al risarcimento di un milione e 600 mila euro nei confronti del
Comune di Roccaraso e di circa 5 milioni da versare agli eredi
delle vittime dell'eccidio. Nella piccola frazione c'è ancora
una superstite di quell'orrore, Virgilia Macerelli, che oggi ha
87 anni.
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