Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it e 10 contenuti ogni 30 giorni a €16,99/anno
Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
Durata annuale (senza rinnovo automatico)
Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.
Trump: 'Il mercato finanziario avrà un boom'. Macron: 'Decisione sui dazi brutale e infondata' - IL LIVEBLOG
Ue: 'Primi controdazi il 15 aprile, altre misure a maggio'. Berlino: 'Impatto dei dazi simile all'invasione dell'Ucraina'. Forti critiche anche da Cina e Giappone. JPMorgan: 'Rischio di recessione mondiale'. Nuovo record dell'oro
'I dazi costeranno alle famiglie Usa più di 2.100 dollari l'anno'
I dazi di Donald Trump costeranno a una famiglia media americana 2.100 dollari l'anno. A fare i conti è la Tax Foundation, stimando che il piano del presidente si tradurrà in un significativo calo delle importazioni americane con i consumatori che acquisteranno più prodotti Made in Usa o semplicemente rinunceranno ad comprare determinati beni perché troppo costosi.
21:05
Trump, il mercato finanziario avrà un boom
Il mercato finanziario "avrà un boom". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla reazione di Wall Street ai dazi. Lo riporta l'agenzia Bloomberg.
18:01
Canada, dazi del 25% su auto Usa non incluse nel trattato
Il premier canadese Mark Carney ha annunciato dazi del 25% sulle auto americane non incluse nel trattato tra Stati Uniti, Messico e Canada.
18:00
Segretario Commercio Usa, Trump non farà marcia indietro
Il segretario al Commercio americano ha assicurato che Donald Trump "non farà marcia indietro" sui dazi. In un'intervista alla Cnn Howard Lutnick ha detto che il presidente è "molto determinato".
16:54
Macron, 'sui dazi decisione brutale e infondata'. E propone lo stop agli investimenti negli Usa fino a chiarimenti
Emmanuel Macron ha parlato oggi dei dazi come di una decisione "brutale e infondata", "uno shock per il commercio internazionale". In occasione di una riunione all'Eliseo con i rappresentanti delle filiere esportatrici e dell'imprenditoria, il presidente francese ha denunciato la decisione "brutale e infondata" di Donald Trump di aumentare i dazi sui prodotti importati negli Stati Uniti. "Non si correggono i deficit commerciali mettendo dei dazi", ha detto il capo dello stato, ammettendo poi che queste tasse avranno "un impatto massiccio" sull'economia europea".
Macron ha invitato gli imprenditori francesi dei settori colpiti dai dazi a "sospendere gli investimenti negli Stati Uniti" in attesa di "ogni ulteriore chiarimento". Ricevendo gli imprenditori all'Eliseo, Macron ha aggiunto che "nulla è escluso" nella risposta della Francia e dell'Unione europea ai dazi americani.
16:33
Messico soddisfatto, niente dazi 'ci fa bene'
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha affermato che la decisione del suo omologo americano Donald Trump di non applicare dazi doganali reciproci con il Messico è qualcosa di "buono" per il suo Paese. "Fa bene al Messico", ha detto il capo dello Stato in una conferenza stampa, chiarendo che questa decisione è dovuta "al buon rapporto" che il suo governo ha costruito con l'amministrazione americana.
Sheinbaum ha celebrato l'esenzione del Paese latinoamericano dai dazi reciproci annunciati ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la conferma della validità dell'Accordo di libero scambio nordamericano (Usmca).
16:25
Vance, 'ci vorrà del tempo per vedere gli effetti dei dazi'
I dazi sono "necessari" per raddrizzare gli squilibri commerciali ma ci vorrà del tempo per vedere i loro effetti. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista a Fox. Senza nascondere che gli americani potrebbero potenzialmente pagare gli effetti delle tariffe nel breve termine, Vance ha difeso l'azione del governo: serve "un grande cambiamento. Non possiamo continuare a seguire la strada globalista di Biden".
14:42
Trump, 'gli Usa saranno più forti e più grandi che mai'
"L'intervento è finito! Il paziente è sopravvissuto e sta guarendo, la prognosi è che il paziente sarà molto più forte, più grande, migliore e più resiliente che mai prima. Rendiamo l'America di nuovo grande!!!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth all'indomani dell'annuncio di una nuova ondata di dazi che sta provocando un terremoto sui mercati.
14:34
Casa Bianca a Wall Street, 'fidatevi di Trump'
"A Wall Street diciamo: 'fidatevi di Donald Trump'". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca. Karoline Leavitt, in un'intervista alla Cnn commentando il crollo dei mercati dopo l'annuncio dei dazi. "Questo è l'inizio dell'età dell'oro. Gli Stati Uniti non saranno più fregati dalle altre nazioni", ha aggiunto.
14:12
Bce, i dazi sono un grosso motivo di preoccupazione
"Le prospettive per l'export e l'impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione". Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei governatori sul segnale da dare sui tassi d'interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano "importante" che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, "tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo".
14:11
Tajani e Sefcovic, sui dazi Usa fermi ma serve dialogo
A Bruxelles il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, per discutere delle recenti decisioni dell'amministrazione statunitense in materia commerciale. Nel corso dell'incontro, "i due hanno convenuto sulla necessità di mantenere un approccio fermo ma basato sul dialogo, volto ad evitare un'ulteriore escalation sul fronte commerciale". Lo si legge in una nota.
14:08
Fonti, su Pil Ue sarà chiaramente negativo impatto di dazi
Il calcolo del possibile impatto sul Pil Ue dei nuovi dazi "reciproci" annunciati dagli Usa prevede "un'analisi sofisticata". "Penso che sia abbastanza chiaro che sarà negativo", ma si sta ancora "cercando di elaborare un modello" per la stima. Quanto invece al costo dei dazi totali Usa per i singoli Paesi Ue, "le catene di approvvigionamento sono così interconnesse nell'Ue, che non ha molto senso fare quel tipo di ripartizione teorica di quanto esattamente i dazi" peseranno. Non si può, insomma, fare una mera ripartizione partendo dalle statistiche commerciali dei Paesi. Lo ha detto un alto funzionario europeo.
13:56
Confcooperative, rischio 15mila posti con calo 10% volumi
I dazi al 20% annunciati dagli Stati Uniti sono "una grande preoccupazione" per Confcooperative che stima "per ogni 10% di calo dei volumi il rischio di perdita di 15mila posti di lavoro in tutta Italia". L'allarme arriva da Maurizio Gardini, presidente della principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo e delle imprese sociali italiane. "Come Confcooperative - spiega all'ANSA - siamo esposti per oltre 3 miliardi di esportazione verso gli Usa, quindi gli effetti di dazi possono essere direttamente pesanti, anche con una possibile riduzione di occupazione che in qualche misura abbiamo valutato".
13:49
Terminata la riunione sui dazi a Palazzo Chigi
Si è conclusa la riunione di governo a Palazzo Chigi sui dazi Usa verso l'Unione europea, a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni e i ministri competenti.
13:42
'Primi controdazi Ue il 15 aprile, altre misure a maggio'
"Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi sull'alluminio e l'acciaio annunciati il 12 marzo" dall'amministrazione Trump: "la decisione avverrà in comitologia, (una procedura speciale in sede Ue, ndr), e i Paesi saranno chiamati a votare il 9 aprile". Lo fanno sapere fonti Ue, precisando che a seguito del voto - a maggioranza qualificata - i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio. "Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. C'è ancora qualche consultazione in corso e poi procederemo", hanno ribadito le stesse fonti, precisando che "la ritorsione rifletterà" gli input ricevuti dai governi nazionali.
13:39
Tusk, 'dazi Usa ridurranno Pil polacco dello 0,4%, colpo duro'
"Secondo una stima preliminare, i nuovi dazi statunitensi potrebbero ridurre il Pil della Polonia dello 0,4%, il che significa, per dirla in modo prudente, che le perdite supereranno i 10 miliardi di zloty". Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk che definisce l'annuncio del presidente americano Donald Trump "un duro e spiacevole colpo, perché proveniente dal nostro più stretto alleato". "Ma - aggiunge - lo supereremo. Anche la nostra amicizia Polonia-Stati Uniti "deve sopravvivere a questa prova"
13:28
Gb, 'delusi da dazi ma scommettiamo su accordo con Trump'
Il governo britannico è "deluso" per l'imposizione dei dazi Usa ma è impegnato nel raggiungimento di un accordo commerciale con l'amministrazione di Donald Trump. Lo ha affermato il ministro delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, riferendo alla Camera dei Comuni. Reynolds ha sottolineato che una intesa con Washington "non solo eviterebbe l'imposizione di dazi più pesanti, ma approfondirebbe la nostra relazione economica", e allo stesso tempo ha annunciato una consultazione con le aziende del Paese su possibili ritorsioni future contro gli Stati Uniti.
12:42
Fonti, Usa con dazi riscuoteranno da Ue 81 miliardi totali
In base alle nuove tariffe annunciate "il totale dei dazi che gli Usa sono destinati a riscuotere sulle esportazioni Ue è di poco superiore a 81 miliardi", tra i dazi su auto, acciaio alluminio e i nuovi dazi 'reciproci' annunciati ieri. "E' evidentemente un balzo enorme". Lo ha detto un alto funzionario europeo. "Le nostre cifre dicono che si tratta di circa 290 miliardi di euro di esportazioni Ue con i dazi teorici del 20% da applicare dagli Usa" con le nuove tariffe. "Sono circa 58 miliardi di dazi extra che applicherebbero sulle esportazioni Ue". "Il 70% delle nostre esportazioni, verso gli Usa sarebbe colpito da tariffe".
12:39
Sefcovic, 'domani colloqui con Usa, l'Ue non resta inerte'
"I dazi ingiustificati inevitabilmente si ritorcono contro. Agiremo in modo calmo, graduale e unificato" e "calibriamo la nostra risposta, lasciando tempo adeguato per i colloqui. Ma non resteremo inerti se non riuscissimo a raggiungere un accordo equo". Lo scrive su X il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, annunciando che domani parlerà con i suoi omologhi statunitensi.
12:12
Meloni a Palazzo Chigi, task force sui dazi con ministri
Riunione a Palazzo Chigi sui dazi Usa verso l'Unione europea. La premier Giorgia Meloni ha annullato gli impegni odierni per concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito agli annunci di Donald Trump, e il primo passo dovrebbe essere una task force con i ministri competenti. Dopo Meloni, arrivata in mattinata, da poco sono entrati a Palazzo Chigi alcuni ministri, fra cui Giancarlo Giorgetti (Economia), Adolfo Urso (Imprese), Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Tommaso Foti (Affari europei). All'incontro partecipano anche i due vicepremier Matteo Salvini in presenza ed Antonio Tajani in videocollegamento. Secondo quanto si apprende, la una riunione è sulle azioni che il Governo dovrà intraprendere in seguito all'introduzione di nuovi dazi da parte del governo degli Stati Uniti.
12:05
Berlino,'impatto dei dazi simile a invasione russa dell'Ucraina'
Robert Habeck, ministro dell'Economia tedesco, in una conferenza stampa ha paragonato l'impatto dell'attacco della Russia all'Ucraina, con quello dei dazi degli Stati Uniti. Per Habeck "si tratta degli aumenti tariffari più destabilizzanti degli ultimi novant'anni" verso i quali è necessaria una reazione compatta e decisa, proprio come nel caso dell'aggressione russa all'Ucraina. Habeck ha poi sottolineato che non bisogna prestare fede all'affermazione di Donald Trump in base alla quale gli Stati Uniti verrebbero sfruttati nelle loro relazioni commerciali. "Questa affermazione è falsa. Globalizzazione significa dividere il lavoro in tutto il mondo e quindi vincere tutti. E uno dei più grandi vincitori della globalizzazione sono gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno avuto tassi di crescita significativamente più alti dell'Europa". Habeck ha poi ribadito: "Come abbiamo dimostrato in passato, dobbiamo rispondere con l'atteggiamento giusto, rimboccarci le maniche e trovare una via d'uscita da questa situazione. Ed è questo che mi aspetto dal prossimo governo". Habeck ha anche sottolineato: "I dazi annunciati dagli Stati Uniti danneggiano l'economia europea e statunitense e il commercio internazionale. Per i consumatori degli Stati Uniti, questa giornata non sarà il giorno della Liberazione, ma il giorno dell'Inflazione. La mania tariffaria degli Stati Uniti può innescare una spirale che può trascinare i paesi in recessione e causare danni ingenti in tutto il mondo".
11:45
Codacons, con dazi fino a 4,2 miliardi in più spesa italiani
I dazi varati dagli Stati Uniti verso i prodotti Ue potrebbero determinare, a regime, un incremento dei prezzi al dettaglio in Italia, con una stangata fino a 4,2 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie. I calcoli arrivano dal Codacons, che ha elaborato oggi delle proiezioni sui possibili effetti delle misure introdotte da Trump. Le minori esportazioni delle impese italiane ed europee verso l'America, se non bilanciate da un incremento dell'export verso Paesi terzi, determinerebbero una riduzione dei profitti per miliardi di euro, che costringerebbe i produttori ad aumentare i prezzi sui propri mercati di attività per compensare le perdite. - spiega il Codacons - Se alcuni comparti, come quello del lusso, risentiranno meno dei dazi in virtù della scarsa elasticità della domanda rispetto ai prezzi, altri settori, dall'automotive all'alimentare, subiranno un colpo durissimo. Ipotizzando a regime un effetto sul tasso generale di inflazione italiano del +0,3% come conseguenza non solo delle misure protezionistiche varate dagli Usa, ma anche dei controdazi dell'Ue verso i prodotti importati dagli Stati Uniti, la spesa delle famiglie italiane, a parità di consumi, aumenterebbe di 2,55 miliardi di euro all'anno. Ma se l'effetto sull'inflazione fosse più alto, ad esempio del +0,5%, la stangata arriverebbe a complessivi 4,23 miliardi di euro. Uno dei settori più colpiti dallo tsunami dazi sarà quello alimentare, considerato il peso delle esportazioni agroalimentari italiane verso gli Usa: un eventuale rialzo dei prezzi al dettaglio di cibi e bevande venduti in Italia del +1%, determinerebbe un aggravio di spesa da 1,62 miliardi di euro annui a carico dei consumatori - calcola il Codacons. A tutto ciò, inoltre, si aggiungerebbero effetti negativi su mutui e finanziamenti: un eventuale rialzo dell'inflazione nell'eurozona porterebbe la Bce a invertire la rotta e optare per un aumento dei tassi di interesse, con evidenti danni per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile, conclude l'associazione.
11:43
Punto Salvini-Lega sui dazi, 'troppi limiti dell'Ue'
Nelle ultime ore Matteo Salvini si è confrontato con il gruppo economico della Lega, ribadendo che se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le proprie imprese, è necessario che l'Italia continui a difendere con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce dei troppi limiti dell'Europa. Così fonti della Lega.
11:33
Urso annulla impegni, al lavoro sui dazi
Adolfo Urso ha annullato gli impegni previsti per oggi per contribuire alle azioni che il governo dovrà intraprendere dopo l'introduzione dei dazi da parte del governo Usa. Lo fanno sapere fonti del Mimit. Il ministro aveva in programma la partecipazione alla seconda edizione dell'Innovation Training Summit e alla presentazione del progetto "treno La Dolce Vita Orient-Express" e, alle ore 12.00, il Tavolo STMicroelectronics, rinviato. Confermata la partecipazione di Urso al Questione time al Senato in cui sono previste interrogazioni anche sulla risposta del governo ai dazi americani e sullo sviluppo di STMicroelectronics in Italia.
"Abbiamo avviato un'indagine rapida per misurare l'impatto che i dazi americani avranno sull'industria di marca e fornire dati utili in sede nazionale ed europea. Nel settore del largo consumo il prezzo è una componente significativa" ha dichiarato Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, presentando una ricerca condotta da YouGov che evidenzia come per quel che riguarda i prodotti alimentari made in Italy, il 47% asserisce che in caso di aumento dei dazi manterrebbe la quantità di prodotti italiani acquistati, mentre il 30% la ridurrebbe. Di contro, solo il 16% dei consumatori americani afferma di essere disposto a pagare di più per acquistare prodotti alimentari italiani, il 48% afferma di essere disposto a spendere la stessa cifra che sborsa per altri prodotti, il 10% vorrebbe spendere di meno. Circa la metà dei consumatori americani utilizza prodotti alimentari italiani, con il 14% che lo fa ogni settimana, il 25% mensilmente. Tra i prodotti usati abitualmente, nelle prime cinque posizioni troviamo pasta, seguita da olio di oliva, formaggi, salse e vino. Secondo i dati elaborati da Nomisma per Centromarca, tra il 2023 e il 2024 l'incremento delle importazioni a valore negli Usa è stato del 16%, da 8,5 a 9,9 miliardi, con l'alimentare cresciuto da 6,8 a 8,0 miliardi e i prodotti per la cura della casa e della persona da 1,7 a 1,9 miliardi, mentre nel decennio 2014 - 2024 il fatturato alimentare complessivo è passato da 3,8 a 9,9 miliardi, pari a una crescita del 161%. Le analisi mostrano che nel 2024 il peso degli Usa sull'export italiano food&beverage era pari al 12%; 13% per i prodotti cura casa/persona.
11:20
Bombardieri, dazi scelta sbagliata, 60mila posti a rischio
"Quello dei dazi è un problema per tutto il Paese, dall'Italia esportiamo beni per 70 miliardi di euro e soprattutto su alcuni settori come automotive, moda, meccanica, agroalimentare, le ricadute possono essere pesanti sia dal punto di vista economico che occupazionale". Lo ha detto a Pescara il segretario generale Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine dell'evento "Carovana Uil contro precariato e lavoratori fantasma" sottolineando che ci sarebbero "60mila posti a rischio".
10:45
Budapest, 'Ue incompetente, prezzo dei dazi ai cittadini'
"L'economia europea e i suoi cittadini stanno ancora una volta pagando il prezzo dell'incompetenza di Bruxelles. La decisione sui dazi di ieri degli Stati Uniti ha chiarito una cosa: la Commissione europea avrebbe dovuto negoziare. Hanno avuto due mesi e mezzo di tempo. Non hanno fatto nulla". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó. "Invece di lavorare con Washington per ridurre i dazi sulle auto dal 10% al 2,5% statunitense, non hanno fatto nulla. Hanno trasformato una questione economica in una questione ideologica e hanno comunque portato a casa migliaia di euro al mese...", aggiunge.
10:42
Gb, sui dazi Usa siamo in una posizione migliore rispetto a Ue
Il Regno Unito si trova in una posizione "relativamente migliore" rispetto all'Ue dopo l'annuncio dei dazi Usa da parte del presidente Donald Trump. Lo ha detto a Sky News il ministro delle Attività Produttive britannico, Jonathan Reynolds, facendo riferimento ai dazi del 10% imposti sul Regno rispetto a quelli del 20% per l''Unione e del 34% per la Cina. "Ma siamo chiari: qualsiasi imposizione di barriere commerciali, in questo caso dazi, tra il Regno Unito e un mercato importante come gli Stati Uniti, è sconfortante", ha aggiunto Reynolds, sottolineando che Londra adotterà "tutte le misure" necessarie per proteggere il Paese dagli impatti più ampi dei dazi, compresi quelli degli altri mercati.
10:24
JPMorgan: 'Dai dazi rischio di recessione per l'economia mondiale'
Se gli Usa manterranno gli ingenti dazi annunciati, c'è un rischio recessione per l'economia statunitense e mondiale nel 2025. Lo afferma JPMorgan in una nota agli investitori, riportata da Cnn. "Sottolineiamo che queste politiche, se mantenute, probabilmente spingerebbero l'economia statunitense e mondiale in recessione quest'anno", hanno affermato gli analisti. JPMorgan ha osservato che le tariffe aumenterebbero le tasse per gli americani di 660 miliardi di dollari l'anno, il più grande aumento fiscale nella memoria recente. E aumenteranno anche i prezzi, aggiungendo il 2% all'indice dei prezzi al consumo, una misura dell'inflazione statunitense che ha fatto fatica a tornare con i piedi per terra negli ultimi anni. "L'impatto sull'inflazione sarà sostanziale", hanno affermato gli analisti. "Consideriamo la piena attuazione di queste politiche come uno shock macroeconomico sostanziale".
10:15
Meloni oggi annulla impegni,'focus su azioni dopo dazi
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annullato gli impegni previsti oggi in agenda, in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all'introduzione di nuovi dazi da parte del Governo degli Stati Uniti. Lo fa sapere Palazzo Chigi. La premier aveva in programma la partecipazione all'Inaugurazione della stazione dei Carabinieri di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia.
10:14
Europa colpita dai dazi ma non crolla, stoxx 600 -1,3%
Le Borse europee proseguono la seduta in netto calo ma non crollano, dopo l'avvio dei dazi americani decisi da Donald Trump. Sui mercati si registra un clima di nervosismo per l'impatto che avrà una guerra commerciale sull'economia globale. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute. Il biglietto verde passa di mano a 1,0971 sull'euro. L'indice stoxx 600, che raccoglie 600 delle principali capitalizzazioni di mercato europee, registra una flessione dell'1,3%. In rosso Parigi (-1,8%), Francoforte (-1,5%), Londra (-1,3%) e Madrid (-1,2%). I listini sono appesantiti dal comparto tecnologico (-3,1%) e dal lusso (-4,3%). Vendite sulle banche (-3,4%) e le assicurazioni (-0,9%). Male l'energia (-1,5%), con il prezzo del petrolio in forte calo. Il Wti scende a 69,45 dollari al barile (-3,1%) e il Brent a 72,74 dollari (-2,9%). Giornata positiva per le utility (+1,3%), con il prezzo del gas che scende del 2,4% a 40,26 euro al megawattora. Positive le Tlc (+0,4%). In calo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 111 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,76% e quello tedesco al 2,64 per cento.
Macron incontra oggi rappresentanti settori colpiti da dazi Usa
Il presidente francese Emmanuel Macron si incontrerà oggi pomeriggio all'Eliseo con "rappresentanti delle industrie colpite dalle misure tariffarie annunciate dagli Stati Uniti", ha comunicato stamattina Parigi. Ieri sera il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi doganali elevati, pari almeno al 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti e al 20% sui prodotti provenienti dall'Ue.
10:00
Industria auto tedesca, da dazi impatto enorme sul settore
Questo non è 'America first', questo è 'America alone'". È quello che ha affermato la presidente dell'Industria dell'auto tedesca, Hildegard Mueller, commentando i dazi americani. Con la mossa di Donald Trump, "si segna un cambiamento fondamentale nella politica commerciale". "Questo protezionismo vedrà solo perdenti", aggiunge. Secondo l'analisi della Mueller, l'impatto sull'industria dell'auto "sarà enorme". "L'Ue deve rispondere in modo determinato e forte, e allo stesso tempo segnalare la disponibilità a trattare".
10:01
Industria auto tedesca, da dazi impatto enorme sul settore
Questo non è 'America first', questo è 'America alone'". È quello che ha affermato la presidente dell'Industria dell'auto tedesca, Hildegard Mueller, commentando i dazi americani. Con la mossa di Donald Trump, "si segna un cambiamento fondamentale nella politica commerciale". "Questo protezionismo vedrà solo perdenti", aggiunge. Secondo l'analisi della Mueller, l'impatto sull'industria dell'auto "sarà enorme". "L'Ue deve rispondere in modo determinato e forte, e allo stesso tempo segnalare la disponibilità a trattare".
09:54
Con i dazi la BoJ in pausa sulla politica monetaria
L'avvio dei dazi decisi da Donald Trump ed i rischi di una recessione globale porteranno la banca centrale del Giappone ad una riflessione sulla normalizzazione della politica monetaria. Lo scrive Bloomberg sottolineando che le decisione di Trump è andata "ben oltre lo scenario peggiore". Il percorso di rialzo dei tassi della BoJ sarà "probabilmente messo in pausa per un po'" afferma Shigeto Nagai, responsabile della Oxford Economics in Giappone ed ex capo del dipartimento internazionale della BoJ. Trump ha annunciato che il Giappone sarà soggetto a dazio universale del 24% a partire dalla prossima settimana, dopo un'imposizione del 25% su tutte le importazioni di autovetture che è entrata in vigore. "A meno che le tariffe non vengano ridotte al più presto, c'è la possibilità di un ritardo nel prossimo rialzo dei tassi oltre settembre", ha dichiarato Takeshi Yamaguchi di Morgan Stanley.
09:46
Madrid, se non c'è spazio per i negoziati, proteggeremo imprese
"Se non c'è spazio per i negoziati" con l'amministrazione Trump sui dazi annunciati per la Ue "prenderemo misure per proteggere le nostre imprese e i nostri consumatori". Lo ha detto il ministro spagnolo dell'Economia, Carlos Cuerpo, nel deplorare la guerra tariffaria scatenata dal presidente statunitense che Madrid considera "ingiusta e ingiustificata". In un'intervista radiofonica a Rne, Cuerpo ha sottolineato che provocherà "un mondo più frammentato e povero" e "colpirà tutti". Il titolare di Economia ha confermato che il governo prepara "una rete di sicurezza" per i settori più colpiti dall'aumento del 20% dei dazi, sia per aiuti e breve termine che "per rilanciarli sul medio periodo", favorendone l'accesso a nuovi mercati e cercando nuovi soci strategici, con l'accelerazione della ratifica dell'accordo della Ue con Mercosur, così con "lo sfruttamento dei mercati interni" soprattutto all'Unione europea.
09:40
I dazi di Trump colpiscono anche isole disabitate con pinguini
La scure di Trump si è abbattuta anche su isole disabitale, senza persone ma con pinguini, privi di attività imprenditoriale e men che meno di esportazioni. Si tratta delle isole antartiche Heard e McDonald, territorio esterno australiano nell'Oceano Indiano meridionale, che sono state colpite da una tariffa del 10%. O dell'isola di Norfolk a nord-est di Sidney o dell'isola norvegese di Jan Maden. La Cnn e il Guardian hanno analizzato la lista elencata ieri dal presidente Usa dei paesi colpiti da dazi e hanno scoperto che, come ha detto il premier australiano Antony Albanese, "nessun posto sulla terra è sicuro". Le isole Heard e McDonald sono disabitate, inserite nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco, "ricoperte all'80% di ghiaccio" e "deserte" nel caso dell'isola Heard e delle isole McDonald come "piccole" e "rocciose". L'attività economica si concluse sostanzialmente nel 1877, quando cessò il commercio di olio di elefante marino e la popolazione di cacciatori di foche abbandonò le isole situate lungo il tragitto dal Madagascar all'Antartide. L'isola Norfolk, che ha una popolazione di 2.188 persone e si trova 1.600 km a nord-est di Sydney, è stata colpita da una tariffa del 29%, ovvero 19 punti percentuali in più rispetto al resto dell'Australia. "Norfolk Island ha una tariffa del 29%. Non sono del tutto sicuro - ha detto il premier Albanese - che Norfolk Island sia un concorrente commerciale della gigantesca economia degli Stati Uniti, ma questo dimostra ed esemplifica il fatto che nessun posto sulla terra è al sicuro da questo". Dall'altra parte del pianeta, la piccola isola norvegese ed ex stazione baleniera di Jan Mayen ha avuto tariffe del 10%. Ma nessuno ci vive in modo permanente (alcuni militari vi si alternano) e ha un'economia pari a zero, secondo Cnn, che la definisce un'isola "desolata e montuosa".
10:07
Entrati in vigore i dazi Usa del 25% sulle auto importate
Parmigiano Reggiano, assurdo colpire prodotto di nicchia
"Noi non siamo affatto in concorrenza coi formaggi locali: si tratta di prodotti diversi che hanno posizionamento, standard di produzione, qualità e costi differenti: è pertanto assurdo colpire un prodotto di nicchia come il Parmigiano Reggiano per proteggere l'economia americana". È il commento di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano reggiano sui dazi imposti da Trump, il 20% per l'Ue. Una "tariffa fissa", sottolinea, che colpisce anche il Parmigiano. "I dazi sul nostro prodotto - precisa Bertinelli - passano quindi dal 15% al 35%. Di certo la notizia non ci rende felici, ma il Parmigiano Reggiano è un prodotto premium e l'aumento del prezzo non porta automaticamente a una riduzione dei consumi. Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani. Ci rimboccheremo le maniche per sostenere la domanda in quello che è il nostro primo mercato estero e che rappresenta oggi il 22,5% della quota export totale. Il Parmigiano Reggiano copre circa il 7% del mercato dei formaggi duri a stelle e strisce e viene venduto a un prezzo più che doppio rispetto a quello dei parmesan locali". "Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani - aggiunge - senza proteggere realmente i produttori locali. È una scelta che danneggia tutti. Oggi, il vero nemico dei produttori di latte non sono le loro controparti estere, ma i prodotti che vengono chiamati 'latte' o 'formaggio' pur non avendo alcuno legame con terra e animali, come i cibi a fermentazione cellulare".
09:33
Starmer, 'reagiremo ai dazi a mente fredda, nulla escluso'
Il governo britannico reagirà a "mente fredda e calma" ai dazi Usa, ha affermato il primo ministro Keir Starmer, sottolineando che "nulla è escluso" e che Londra prenderà decisioni "guidate solo dal nostro interesse nazionale": lo riporta il Guardian. "Chiaramente ci sarà un impatto economico", ha detto questa mattina Starmer ricevendo un gruppo di dirigenti aziendali nel suo ufficio a Downing Street. "Uno dei grandi punti di forza di questa nazione è la nostra capacità di mantenere la calma", ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo: "La nostra intenzione rimane quella di concludere un accordo, ma nulla è escluso".
09:07
Berlino, Ue tratti sui dazi o ci sarà risposta decisa
"La mania dei dazi da parte degli Usa può generare una spirale in grado di trascinare i Paesi in recessione e provocare enormi danni a livello mondiale. Con conseguenze molto negative per tante persone. Abbiamo sempre puntato sulle trattative e non sullo scontro. Questo resta l'atteggiamento giusto". Lo ha detto il vicecancelliere e ministro dell'economia tedesca Robert Habeck, in una nota diffusa dal suo dicastero. "È giusto che la Commissione Ue continui ad avere come obiettivo una soluzione attraverso la trattativa con gli Usa. Per questo resta ancora un po' di tempo - aggiunge il politico ecologista -. Ma se gli Usa non vorranno una soluzione ci sarà una risposta ponderata, chiara e decisa dall'Ue. A questo ci siamo preparati". "Siamo il mercato unito più grande del mondo. E dobbiamo usare questa forza", conclude Habeck.
09:05
Borsa: l'Europa apre in profondo rosso con il peso dei dazi
Le Borse europee aprono in profondo rosso con l'avvio dei dazi americani. Sui mercati torna un clima di forte preoccupazione per la guerra commerciale, con gli analisti che vendono aumentare i rischi di una recessione globale. In forte calo Francoforte (-2,4%), Parigi (-2,15%) e Londra (-1,43%).
06:28
Entrati in vigore i dazi Usa del 25% sulle auto importate
Sono ufficialmente entrate in vigore oggi le tariffe degli Stati Uniti sulle automobili importate, alimentando le tensioni commerciali con i partner chiave in mezzo ai crescenti timori di aumenti dei prezzi al consumo. I dazi del 25% sono scattati alle 00:01 americane (le 6:01 in Italia) sulle auto e sui camion leggeri di fabbricazione estera, con i pezzi di ricambio per automobili che saranno colpiti entro il 3 maggio, secondo un avviso del Federal Register.
VideoDazi, Trump: 'Stabiliremo una tariffa minima di base del 10%'
06:18
Taiwan, 'dazi Usa irragionevoli, avviare seri negoziati'
Le tariffe del presidente americano Donald Trump sono "altamente irragionevoli" e il governo taiwanese ha pianificato "seri negoziati" con Washington, ha affermato oggi Taipei. "Lo Yuan esecutivo ha ritenuto la decisione altamente irragionevole e se ne è profondamente rammaricato, e avvierà seri negoziati con gli Stati Uniti", ha affermato la portavoce del gabinetto taiwanese Michelle Lee dopo che Trump ha annunciato estese tariffe che includono un'imposta del 32% per Taipei.
05:40
Von der Leyen, 'reagiremo ai dazi ma pronti a negoziare'
Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull'acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati." Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump.
VideoDazi, von der Leyen: 'Un duro colpo per l'economia mondiale'
Von der Leyen ha tenuto il suo statement in tre lingue - inglese, francese e tedesco - e ha parlato dalla sede di rappresentanza della Commissione europea a Samarcanda, in Uzbekistan, dove nelle prossime ore avrà inizio il primo vertice tra Ue e Asia Centrale. "Seguiremo con attenzione anche gli effetti indiretti che queste tariffe potrebbero avere, perché non possiamo assorbire la sovraccapacità globale né accettare il dumping sul nostro mercato. Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E difenderemo sempre l'Europa", ha sottolineato Von der Leyen, spiegando tuttavia come "c'è una strada alternativa: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Per questo il nostro commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, è costantemente impegnato con le sue controparti statunitensi. Lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. Passiamo dal confronto al negoziato".
VideoTrump: 'Dazi del 20% sull'Unione europea'
04:53
Giappone, dazi Usa 'deplorevoli, violazione norme Wto'
Il ministro del Commercio giapponese Yoji Muto ha dichiarato oggi che Tokyo ha detto a Washington che i nuovi dazi statunitensi che includono un'imposta del 24% sulle importazioni nipponiche sono "estremamente deplorevoli". Tokyo ha affermato anche che l'offensiva tariffaria del presidemten americano Donald Trump potrebbe violare le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e il trattato commerciale tra i due paesi.
"Ho comunicato che le misure tariffarie unilaterali adottate dagli Stati Uniti sono estremamente deplorevoli e ho nuovamente esortato con forza a non applicarle al Giappone", ha detto Muto aggiungendo di aver parlato con il segretario al Commercio americano Howard Lutnick prima dell'annuncio di Trump. "Nutriamo serie preoccupazioni circa la conformità" dei dazi americani "alle norme del Wto e all'accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti", ha detto da parte sua il ;;portavoce del governo nipponico Yoshimasa Hayashi.
04:22
Cina si oppone 'fermamente' a dazi Usa, 'contromisure'
La Cina ha dichiarato oggi di "opporsi fermamente" all'imposizione di nuovi dazi statunitensi sulle sue esportazioni, promettendo "contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi". Le tariffe Usa "non sono conformi alle norme del commercio internazionale e danneggiano gravemente i legittimi diritti e interessi delle parti coinvolte", ha affermato il Ministero del Commercio di Pechino in una nota.
VideoDazi, Trump annuncia tariffe del 34% sulle importazioni cinesi
23:31
Trump lancia la sfida al commercio, dazi al 20% per l'Ue