In Serbia, dove da cinque mesi va
avanti un massiccio movimento di protesta antigovenativa guidato
dagli studenti, il presidente Aleksandar Vucic ha avviato oggi
le consultazioni con le forze politiche in vista della
formazione di un nuovo governo, dopo le dimissioni del premier
Milos Vucevic il 28 gennaio scorso sotto la pressione delle
contestazioni popolari, e all'indomani di gravi incidenti
avvenuti a Novi Sad, la città settentrionale teatro del crollo
alla stazione che il primo novembre ha causato 16 morti.
I primi a incontrare Vucic sono stati in successione i
rappresentanti delle minoranze russa, ungherese, bosgnacca
musulmana, croata e di una piccola formazione dell'opposizione
moderata. Le principali forze dell'opposizione radicale hanno
fatto sapere di non voler partecipare a tali consultazioni,
restando ferme sulla richiesta di un governo tecnico di
transizione che porti il Paese alle elezioni, una ipotesi
esclusa tassativamente da Vucic e dal suo partito di maggioranza
Sns. Le consultazioni sono previste fino a venerdì, dopodichè è
atteso il conferimento dell'incarico. Il termine ultimo per la
costituzione di un nuovo esecutivo basato su una solida
maggioranza parlamentare è il 18 aprile (a 30 giorni dalla
constatazione nei giorni scorsi delle dimissioni di Vucevic da
parte del parlamento). Se ciò non avverrà si andrà a elezioni
anticipate a inizio giugno, probabilmente l'8 del mese.
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