La clausola di salvaguardia del
Patto di stabilità che la Commissione chiede agli Stati di
attivare per avere una deroga sulle spese di difesa risponde al
"dilemma" tra il bisogno di aumentare gli investimenti in difesa
e i limiti dei bilanci nazionali. Lo ha detto il commissario Ue
all'Economia Valdis Dombrovskis, in audizione alla Commissione
del Parlamento europeo per gli Affari economici e monetari
(Econ), rispondendo a una domanda dell'eurodeputato Pasquale
Tridico (M5s).
"Stiamo affrontando un dilemma - ha spiegato -. Da un lato la
dura situazione di sicurezza ci richiede di investire di più
nella difesa e di investire di più nella difesa europea. Perché
non possiamo dare per scontata l'alleanza transatlantica come la
stavamo dando per molti anni e decenni precedenti. Quindi
dobbiamo davvero prendere la difesa più nelle nostre mani - ha
affermato Dombrovskis -. E, d'altra parte, abbiamo anche la
sostenibilità fiscale, i problemi" di alcuni Paesi con un alto
indebitamento e deficit pubblico come Italia e Francia.
"Ovviamente questo è un dilemma". "Ecco perché stiamo definendo
molto chiaramente questa, flessibilità aggiuntiva, limitando
quella possibilità di aumentare il rapporto debito/Pil" anche
"tenendo a mente i mercati finanziari".
"Gli Stati membri dovranno guardare qual è la loro
composizione totale di spesa", ha affermato ma "probabilmente,
non saremo in una situazione come quella di cinque, dieci anni
fa, quando eravamo nel lusso di spendere molto meno per la
difesa e di più per altre questioni. La spesa per la difesa era
molto bassa per gli standard storici". "Questo dividendo di pace
è sfortunatamente" non c'è più.
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