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Corte Ue, è scontro tra governo e legale migranti sull'Albania

Corte Ue, è scontro tra governo e legale migranti sull'Albania

Avvocatura dello Stato, 'Paese sicuro non è concetto assoluto'

LUSSEMBURGO, 25 febbraio 2025, 12:02

Redazione ANSA

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Acceso confronto in aula davanti ai giudici della Corte di giustizia Ue tra il difensore dei migranti e i legali del governo italiano sul protocollo Italia-Albania. Nodo cruciale della contesa è l'interpretazione del concetto di Paese terzo sicuro utilizzato per giustificare il trasferimento nei centri sull'altra sponda dell'Adriatico di migranti provenienti da Paesi che l'Italia considera sicuri, come Bangladesh ed Egitto, per l'esame delle loro domande d'asilo con procedura accelerata. Una pratica già bocciata dal Tribunale di Roma, che ne ha messo in dubbio la legittimità rinviando la questione ai giudici di Lussemburgo.
    "L'Italia ha tradito i principi di certezza del diritto e di eguaglianza", ha evidenziato l'avvocato Dario Belluccio attaccando l'interpretazione di Roma del concetto di Paese terzo sicuro e denunciando una distorsione del diritto d'asilo europeo nell'inviare i migranti nei Cpr in Albania. "Il pletorico elenco del governo italiano di 19 Stati qualificati come sicuri contro i 9 della Germania è la dimostrazione lampante della volontà dei governi di piegare i diritti di asilo alle logiche del diritto dell'immigrazione", ha osservato il legale, mettendo inoltre in luce i "veementi attacchi subiti dai giudici italiani" tesi anche "a mettere in discussione il primato del diritto dell'Unione" in fatto di migrazione. Al termine della sua arringa Belluccio si è inoltre voluto unire al ricordo delle vittime del naufragio di Cutro avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023.
    La sicurezza di un Paese, ha osservato invece l'avvocato dello Stato Lorenzo D'Ascia, illustrando la posizione del governo, non deve necessariamente "essere soddisfatta egualmente per tutti gli individui". Non c'è dunque un "concetto di Paese sicuro in senso assoluto, privo di alcun margine di insicurezza personale", ha affermato, evidenziando che si tratterebbe di una condizione "sganciata dalla realtà". E' quindi ammissibile, ha indicato ancora ancora il legale, "che vi siano eccezioni al principio di sicurezza" che "possono riguardare anche categorie di persone". L'avvocato ha poi difeso l'uso delle procedure accelerate per l'esame delle domande di asilo, respingendo l'idea che comportino minori garanzie. "Se ci trovassimo di fronte a un flusso migratorio normale e gestibile, e non a un fenomeno epocale come quello che stiamo affrontando in questi anni, i tempi normali delle procedure sarebbero proprio quelli della procedura che oggi chiamiamo accelerata", ha affermato rivolgendosi al presidente della Corte, Koen Lenaerts.
   

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