L'avvocato generale della Corte di giustizia Ue presenterà le sue conclusioni sulle cause congiunte legate al protocollo Italia-Albania e alla definizione dei Paesi d'origine sicuri il 10 aprile. Secondo quanto apprende l'ANSA, i giudici di Lussemburgo si pronunceranno poi nel giro di un mese. La sentenza è dunque attesa tra fine maggio e inizio giugno.
"La Commissione europea è disposta ad accettare che la direttiva 2013/32" sulle procedure d'asilo "consenta agli Stati membri di designare Paesi d'origine come sicuri" anche "prevedendo delle eccezioni per categorie di persone". Lo ha detto l'avvocato dell'esecutivo Ue Flavia Tomat durante l'udienza sul protocollo Italia-Albania alla Corte di giustizia Ue.
Bruxelles dunque evidenzia che le norme "non impediscono di designare un Paese d'origine come sicuro quando la sicurezza non è garantita" nel suo complesso "per determinate categorie di persone", ha spiegato, precisando che questi gruppi devono comunque "essere ben identificabili".
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