Human rights watch (Hrw) ha
espresso preoccupazione rispetto alla decisione del presidente
argentino Javier Milei di nominare "per decreto" due giudici
alla Corte Suprema, dopo che dalla loro indicazione lo scorso
marzo il capo dello Stato non è riuscito a ottenere il voto di
due terzi dei senatori, necessario secondo la Costituzione per
approvare la nomina.
"L'idea che il presidente possa semplicemente aggirare il
Senato ed effettuare queste nomine tramite decreto si basa su
un'interpretazione dubbia della Costituzione argentina", afferma
la responsabile di Hrw per le Americhe Juanita Goebertus,
secondo cui "la nomina del giudice Ariel Lijo e del giurista
Manuel García-Mansilla per decreto è uno degli attacchi più
gravi all'indipendenza della Corte Suprema in Argentina dal
ritorno del Paese alla democrazia".
"Il Senato dovrebbe essere all'altezza della situazione e
garantire che non vengano effettuate nomine irregolari alla
Corte Suprema".
Il governo aveva annunciato la misura, giustificandola con
l'impossibilità per la Corte di poter lavorare adeguatamente con
solo tre magistrati in carica.
Da quando il presidente Milei aveva nominato Lijo e
García-Mansilla nell'aprile 2024, numerose organizzazioni per i
diritti umani e della società civile avevano espresso
preoccupazione in merito alle posizioni di García-Mansilla sui
diritti sessuali e riproduttivi e al curriculum di Lijo come
giudice federale. Il magistrato affronta cinque procedimenti
disciplinari pendenti, dei 29 presentati contro di lui presso il
Consiglio della magistratura, l'organismo incaricato di indagare
e rimuovere i giudici federali.
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